“Sono certo che Lei condivide la sensazione che mai come oggi, nella storia umana, l’Essere Umano è stato ridotto a un mero elemento funzionale di mercato o umiliato a rinchiudersi in un ruolo isolandosi così per sempre dall’immenso territorio della vita. Così prosperano le guerre “uccidere un ribelle o un terrorista o un nemico o un avversario è diventato cosa “normale”, visto che le “norme” sono riuscite nel micidiale intento di frantumare questo che per nascita è senza dubbio il massimo capolavoro che la Natura ha realizzato in 15 miliardi di anni, l’Essere Umano appunto. Così parallelamente prospera l’ossessione che il lavoro debba inevitabilmente durare l’intera giornata di vita e cioè per il breve “sempre” concesso ad ognuno, sostituendo appunto la vita con l’esistenza. Infatti e facile trovare ovvio che un lavoratore o un impiegato o un dirigente spendano nel lavoro nove decimi del loro tempo di vita. Ma un Essere Umano, patrimonio dell’Umanità è difficile immaginare che si alieni l’immensa avventura della vita in cambio di questa attuale, miserabile organizzazione dell’esistenza, incapace perfino di garantire cibo e casa a tutti gli abitanti di questo pianeta.”
— Roma ,15 aprile 2011: Risposta di Silvano Agosti all’impossibilità di candidare l’essere umano alla lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità